giovedì 7 gennaio 2010

Parte sabato la protesta contro le trivellazioni

POLICORO – Come preannunciato nei giorni scorsi sabato 9 gennaio il comitato “Bosco Soprano –no trivellazioni-” sorto il 28 dicembre scorso, organizzerà una manifestazione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul problema delle perforazioni nel territorio di Policoro per le estrazioni di gas. Alle 08:30 il raduno è in piazza Eraclea per poi dirigersi verso piazza Aldo Moro, sede del Municipio, dove poi in un’ assemblea pubblica all’aperto saranno manifestate le preoccupazioni ambientali dei componenti del comitato e dei cittadini comuni per queste estrazioni di gas dal sottosuolo jonico, con le ripercussioni economiche negative, a loro dire, su quelle che sono le vocazioni naturali di questo spicchio di Lucania: “Nel nostro territorio ci vengono imposte, contro ogni regola di democrazia, con la forza e senza coinvolgere le popolazioni locali, le trivellazioni di gas e idrocarburi. A Policoro e nel Metapontino sono previste numerose perforazioni oltre a quella di Via Adua. Il petrolio e il gas sono risorse a termine e non sono rinnovabili, finiscono e lasciano i segni indelebili dell'inquinamento nell'acqua, nell'ambiente, nell'aria e causano effetti deleteri sulla salute pregiudicando la qualità di vita delle popolazioni. Le trivellazioni sono incompatibili con le economie locali come agricoltura e turismo, l'inquinamento distrugge l'ambiente in cui si sviluppano queste economie. Le trivellazioni arricchiscono soltanto le compagnie petrolifere e coloro che ruotano attorno ad esse; i risultati dopo 10 anni di estrazioni petrolifere in Basilicata sono evidenti: spopolamento ed emigrazione soprattutto delle nuove generazioni. La storia insegna che le lobby del petrolio non hanno mai arricchito il popolo. In mancanza di seri programmi di sviluppo nel territorio Metapontino dobbiamo tutelare le nostre fonti di reddito come l'agricoltura, le attività turistiche, commerciali e di servizio che costituiscono l'indotto dell'economia locale, ma soprattutto dobbiamo salvaguardare la salute dei cittadini e il loro futuro (in dieci anni i tumori in Basilicata sono raddoppiati e dopo il 2010 superiamo la media nazionale nonostante la Basilicata non sia una regione industriale). Difendiamo la nostra  terra dagli interessi delle multinazionali e da chi vuole riempirla di discariche di rifiuti  petroliferi  e  rifiuti di ogni genere, compresi quelli nucleari”, spiegano quelli del comitato. Ricordiamo che da giorno 4 gennaio sono iniziati i lavori di esplorazione da parte della società milanese Gas Plus, per poi eventualmente estrarre gas metano trattato nel centro di via Cavallotti, una parallela di via Adua, zona Filici.
 
Gabriele Elia
(il Quotidiano della Basilicata)

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