lunedì 12 settembre 2011

Antonio Di Pietro spiega le ragioni del referendum contro la legge elettorale



POLICORO – Da perfetto tribuno della plebe il parlamentare Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, in piazza Eraclea su un palco improvvisato ha tenuto desta l’attenzione sulla sua battaglia, per ora personale, dell’abolizione della legge elettorale nazionale e su quella, condivisa anche dal Governo nazionale, dell’abolizione delle Province. Di Pietro, sulla scia della grande battaglia vinta nei referendum di giugno: due contro la privatizzazione della gestione dell’acqua, quello contro il legittimo impedimento e il nucleare, che lo ha visto in prima linea insieme ai suoi supporter e militanti di vari partiti politici, vuole ripetere l’impresa. Così sta girando in lungo e largo la Penisola per raccogliere le firme necessarie, almeno 500 mila, da presentare poi alla Cassazione e alla Consulta per il giudizio di legittimità e ammissibilità. Ma la sua è stata, almeno a Policoro, anche una battaglia contro la casta e contro i privilegi. Che derivano, secondo il suo intervento, da un Parlamento nominato più che eletto da una legge elettorale in cui i partiti decidono chi deve entrare e uscire dalle assemblee legislative. E molto spesso in questa scelta non vengono premiate le persone “libere”, oneste, magari quelle che si presentano sempre in Parlamento, ma i lestofanti, i portatori di voti, a volte “sporchi” di affari e interessi vari, a tutto danno dei territori e dei collegi rappresentati. Ebbene questo “cancro” per la democrazia italiana, secondo Di Pietro, può essere estirpato solo ridando la parola ai cittadini, facendo scegliere all’elettore da chi deve essere governato e togliendo ai partiti quel potere che in politichese si chiama partitocrazia: il male della democrazia italiana. Di Pietro così, invitando i cittadini a firmare per il referendum, li ha esortati a non rassegnarsi pena una continua degenerazione dei costumi e dell’agire politico che mortifica la nazione e suoi cittadini. Infatti la dove il politico trova terreno fertile mette radici solide con la clientela e l’assistenzialismo, accreditandosi così come raìs verso il proprio partito in posizione utile per essere rieletto. Poichè il Parlamento, a suo parere, non è in grado di riformare la legge elettorale c’è bisogno del corpo elettorale e della democrazia diretta: il referendum. Da qui il suo tuor per l’Italia, e Policoro è stata una delle tante tappe dove Di Pietro ha spiegato e spiegherà le ragioni del suo referendum.

Gabriele Elia
(fonte il Quotidiano della Basilicata)

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