sabato 24 giugno 2017

Altragricoltura sul piede di guerra per la crisi agricola


POLICORO – Il sindacato Altragricoltura, guidato da Gianni Fabbris, è pronto ad una nuova mobilitazione per tutelare il settore primario dell’economia regionale: l’agricoltura. Nella serata di lunedì 19 giugno nella sala parrocchiale della chiesa Maria SS del Ponte di Policoro ha incontrato amministratori locali e addetti al comparto agricolo per spiegare le ragioni di questa ennesima protesta. Infatti in una missiva inviata all’assessore regionale al ramo, Luca Braia, Fabbris sostiene che l’agricoltura ha bisogno di un nuovo modello organizzativo e di un nuovo sistema per reggere l’urto della concorrenza internazionale sempre più aggressiva e spesso anche scorretta da parte degli operatori del settore. Agricoltura, sempre a parere del leader sindacale, in crisi permanente e non soggetta nemmeno più alle curve cicliche delle teorie economiche tradizionali: recessione, crisi, congiuntura positiva, boom economico. Infatti ha citato il caso della frutta, in particolare albicocche, rimaste invendute nelle celle frigorifere e in alcuni casi sugli alberi perché non avrebbero mercato. Da qui la sua prima presa di posizione volta ad una riorganizzazione del settore che premi chi produce e non altri intermediari della filiera, i quali beneficiano del lavoro altrui con lauti guadagni a fronte delle “elemosine” elargite a coloro i quali investono nei poderi e raccolgono i frutti del loro sudore e lavoro. Non solo le albicocche, purtroppo, si scontrano con la crisi; ma anche le fragole, il latte e grano sono micro settori del comparto a non trainare più il settore. Dunque oltre alle politiche di sostegno al reddito, Fabbris chiede anche un aiuto istituzionale per combattere quelle che egli stesso ha definito logiche di mercato truccate: la speculazione privata sui marchi della frutta con una regolamentazione anche del commercio dell’ortofrutta nel quale oggi si inseriscono, sempre a suo dire, gli sciacalli: coloro i quali lucrano sulla crisi in cui la legge della domanda e dell’offerta non esiste più e manca di equilibrio. Altra misura urgente richiesta dal sindacato di categoria è quella di una norma antitrust. E proprio su quest’ultima proposta Fabbris ha citato l’ultima relazione del ministero degli Interni letta in Parlamento in cui le infiltrazioni della criminalità organizzata in Basilicata e in provincia di Matera sono presenti nei ritardi con cui i pubblici poteri rimborsano i danni post alluvione e i trust commerciali dell’ortofrutta, chiedendosi poi come mai nonostante la relazione la procura non abbia avviato finora nessuna indagine ed ha preannunciato che sarà egli stesso, tramite Altragricoltura, nelle prossime settimane ad attivarsi ed effettuare le dovute denunce sia alla magistratura che all’Antitrust. La mobilitazione non è solo territoriale, ma, extraregionale, poiché l’altra sera nella chiesa Madre di piazza Eraclea c’erano anche imprenditori agricoli di Vittoria, Comune siciliano di oltre 60 mila abitanti, guidati da Rosetta, dove da mesi è in atto una protesta sugli stessi problemi degli imprenditori lucani. Gli agricoltori dell’isola hanno spiegato le difficoltà del comparto agricolo siciliano nel quale 830 persone hanno ricevuto sfratti esecutivi e la Caritas ospita 150 famiglie. Così gli imprenditori di Vittoria e quelli della fascia jonica marciano insieme verso i Palazzi della politica regionale e romana alla ricerca di risposte ad oggi inevase.
Gabriele Elia

(fonte il Quotidiano del Sud)

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